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La contrattazione collettiva nazionale non si tocca!

  • Immagine del redattore: Nicola Spadafora
    Nicola Spadafora
  • 4 ott 2023
  • Tempo di lettura: 1 min

Ieri, ho partecipato, in qualità di relatore come Presidente di CONFAPI MILANO, all’evento organizzato dalla Fondazione Consulenti del Lavoro di Milano dal titolo: “Salario minimo tra legge, contrattazione ed equità sociale: un approccio interdisciplinare”.

È stata un’importante occasione di dialogo, confronto e affermazione di alcuni principi inderogabili!

La lacuna del salario minimo o "salario giusto" (per citare il presidente del CNEL Renato Brunetta) l'abbiamo, come Confapi, già colmata, considerato che i nostri CCNL prevedono già una retribuzione lorda superiore rispetto a quanto ipotizzato dal recente disegno di legge.

In generale, non riteniamo comunque che possa essere l'introduzione della norma a tutelare il lavoro: salario adeguato, contributi pensionistici, sicurezza e welfare sono tutti aspetti che vanno garantiti!

Riteniamo, quindi, che lo strumento di tutela sia per i lavoratori sia per le imprese debba rimanere la contrattazione collettiva nazionale.

Il ruolo dei corpi intermedi va rafforzato, non certo sminuito, preservando la libertà di contrattazione delle parti sociali.

È altresì importante rafforzare i contratti collettivi adottati dalle confederazioni maggiormente rappresentative e contrastare la proliferazione dei contratti pirata, che creano concorrenza sleale tra imprese, ai danni anche dei lavoratori, in quanto privati di diritti e tutele.

Attendiamo le determinazioni del CNEL, a cui spetta il ruolo di indirizzo in materia, con l'auspicio di veder rafforzato ruolo e compiti dei corpi intermedi, che hanno già dimostrato, insieme, di poter raggiungere i migliori risultati di tutela e sviluppo.

Un augurio di buon lavoro a tutti!




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